25 July 2017

FAQ

Domande frequenti 
Per conoscerci meglio…
Risposte alle domande al telefono o via mail o durante i colloqui 
Risponde : Alessia 

Posso iscrivermi a un corso base?
O anche… c’è un primo livello?  un livello principianti?
No.
Non c’è un livello principianti, non c’è un corso base. Perché credo che fare teatro per adulti voglia dire relazionarsi con età, talento, formazione, sensibilità totalmente differenti e questo imponga un’attenzione  e un lavoro sulla persona, in base alle potenzialità, alla disposizione e al carattere di ciascuno.

La memoria mi spaventa…
La memoria è forse l’ultima componente. Bisogna studiare, questo sì. Ma non ci sono persone patologicamente afflitte da mancanza di memoria. Perlomeno io in tanti anni non le ho mai incontrate nel mio percorso.

Ma a lezione che si fa?
Si fa teatro!

Qual è l’età media?
L’età dei partecipanti ai laboratori è eterogenea, con una prevalenza tra i 25 e i 40 anni. Ci sono poi allievi attori di 18/20 anni e di 60 e più.

Può essere utile per sbloccarmi?
Il teatro è strumento terapeutico in sé. Si. Può essere utile. A entrare in relazione con le proprie emozioni (anche se questa è una “formuletta”), in ogni caso a indagare, conoscere, sperimentare parti meno ascoltate di sé. Un percorso teatrale non può in nessun modo sostituirsi a un percorso terapeutico, né un insegnante – per quanto formato – può sostituirsi a un terapeuta. Il teatro racconta qualche cosa in primo luogo a chi lo agisce. Spesso l’intervento dell’insegnante è inutile. Quando non seriamente dannoso.

Che metodologia usi?
Quelle che hanno insegnato a me, mutuate dai maestri con cui ho avuto il pregio di studiare, e dalla scena, attraverso i registi e i colleghi con cui ho lavorato. Non mi appello a nessuna scuola in particolare (intendo i vari metodi) lo trovo onestamente non contestualizzato, quindi falsato. 

Che formazione hai?
Teorica e pratica. Faccio teatro dall’età di 15 anni.  Mi sono formata sulla scena, attraverso un diploma triennale alla Scuola di Gianni Diotajuti, e attraverso una pratica costante ed eclettica.  Ho una altrettanto strutturata formazione teorica (laurea e dottorato in storia del teatro, assistenza universitaria, master in Arteterapia)

Sono alla prima esperienza e non ho mai fatto nulla del genere
Talvolta è preferibile (sic)

Mi incuriosisce si, ma il teatro non mi piace, non ci vado mai
Bisogna andare a teatro! È necessario. Lo trovo parte imprescindibile di un percorso formativo. Certo bisogna scindere, saper scegliere, e spesso non è facile orientarsi. Ma un buon spettatore di teatro, passo passo, impara. 

Perché il colloquio?
Perché attraverso il colloquio si intuisce già se potrà esserci quell’empatia che permetterà poi di lavorare bene insieme. Perchè attraverso il colloquio si capisce ( e lo si capisce entrambi) se quello è il luogo più adatto per voi. Se sono selettiva? Si. In Metis è bandita qualsiasi forma di insana competizione, di qualunquismo, di protagonismo, di ignoranza emotiva. 

E se poi non mi piace?
Non ci sono vincoli di nessun tipo. Per partecipare al laboratorio si perfeziona una quota associativa mensile che si partecipa sinché si frequenta. La quota è di 55 euro.

Quali sono le materie?
Per me il teatro è un percorso in primo luogo umano. Non una summa di formulette. Ovvio che si fanno dizione, respirazione, emissione vocale, studio e analisi del personaggio, ma si fanno misurate sulla persona. E si affinano attraverso un allenamento costante e la pratica della scena. 
In approfondimento  – giacchè nessun adulto in formazione ha ugual bisogno di lavorare su dizione, respirazione, emissione, ci sono incontri dedicati (facoltativi e gratuiti) con chi ne necessita davvero. (siete di Milano o di Napoli? si, ne avete bisogno. Parlate con un soffio di voce ? Si ne avete bisogno. Dite borza in luogo di borsa perchè non riuscite proprio a distaccarvi da quella romanità che fa tanto romani de roma? si ne avete bisogno). 

Testi?
Dipende dall'estro, dal momento, dalla passione, dalla fase di studio. Comunque testi si: in genere di drammaturgia contemporanea e per contemporanea abbraccio il 900 intero. E quindi Ionesco e Durrenmatt - instancabilmente se possibile - e poi i classici, Pirandello e Shakespeare, e il teatro greco... e poi gli spettacoli a montaggio - e cioè quelli nati attorno a un tema. Testi del gruppo? Per quelli - sic - ci sono i corsi di scrittura creativa.

Fate teatro comico?
D'autore, talvolta, (talvolta), si.

E poi?
Poi si va in scena. Due, o più volte l’anno. Gli studi/spettacolo sono due durante l’anno, a febbraio e a giugno. Ma Metis crea continue occasioni di teatro. Gli spettacoli – durante l’anno – possono essere due, quattro, sei….questo rientra nelle attività proposte dall’associazione, a cui si è chiamati facoltativamente a partecipare.

Pensi che Metis sia il luogo per me?
Non lo so. Onestamente non lo so.  In realtà credo che ci si scelga insieme. I colloqui sono un po' come innamorarsi gli uni degli altri. Poi magari è stato solo un colpo di fulmine. Oppure una conferma che di anno in anno fa crescere questa bella realtà associativa.