I Vinti
a cura di A. Oteri
Teatro Sala Uno

I vinti,
Teatro Sala Uno

 

"Mamma, mettimi una corona sulla testa, una corona di vittoria. Sii contenta: sposo un re. Se è vero che Apollo esiste sarò per Agamennone il glorioso signore dei Greci, una sposa più tremenda di Elena. Lo ucciderò, distruggerò la sua casa e così vendicherò mio padre e i miei fratelli. Morirò… e non sarò l’unica. Il mio matrimonio provocherà un matricidio, per la casa degli Atridi sarà la fine… Voglio dirti questo: noi siamo più fortunati dei Greci…. Su…in marcia! Mi unirò a mio marito nell’aldilà. Perché così accadrà. Tu, il grande comandante dei Greci, il famoso eroe, Agamennone, sarai sepolto come un miserabile, e nenache di giorno, ma di notte. E si sbarazzeranno del mio cadavere, gettandomi nuda in un canalone, vicino alla tomba del mio uomo, nell’acqua di un torrente in piena, e le bestie selvatiche faranno un banchetto con la mia carne…io, la serva consacrata ad Apollo, il mio amatissimo Apollo. Posso dire addio alle sacre bende, alle insegne della mia ispirazione. Le feste sacre che mi piacevano tanto appartengono al passato…me le strappo di dosso, via. Via, finchè sono ancora vergine. Ecco, all’aria! Chissà che il soffio del vento le porti fino a te, mio signore, dio della profezia. Dov’è la nave di Agamennone? Ma sappi – marito - chi ti porti via: io sono un’Erinni. Addio mamma, mettimi una corona sulla testa, una corona di vittoria. Non piangere, sposo un re. Sii contenta, perché se i Greci ci hanno distrutti, io manderò in rovina la loro casa. Non piangere mamma sposo un re."
Cassandra

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