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La prima sposa di Zeus si chiamava Metis.
Figlia di Oceano e Teti, Metis aveva un dono: la capacità di trasformazione.
Quando la dea fu incinta di Atena, Zeus, per paura che un figlio potesse superarlo in intelligenza
e valore, le chiese di mutarsi in una goccia d’acqua.
E quando la sua sposa fu abbastanza piccola per poterla inghiottire, la inghiottì.
Con un’astuzia, un inganno preciso, ora anche lui era Metis, la metis in persona.
Nel mondo classico Metis, nome proprio e insieme nome comune, è un valore considerato dagli antichi
tra i più grandi, e sta ad indicare l’intelligenza, l’astuzia, la capacità di vedere e prevedere.
È la dote di Ulisse, la decisione istantanea, presa al momento di agire.
La metis incontra realtà mobili e in trasformazione e richiama metaforicamente il lavoro dell’attore.