Lacrime
Iliade, Quarto studio
Quarticciolo, 22 giugno 2019

Drammaturgia e regia
Alessia Oteri
assistente alla regia
Francesca Consiglio

con:
Cristiana Artiola, Rossana Boscolo, Angela Carbone, Angelo Casuccio, Antonella Corsaro, Roberto Di Castro, Manuele Ferretti, Alessandra Governanti, Alessandro Lentini, Thomas Muci, Barbara Parisi, Sara Pecoraro, Antonella Rinaldi, Serenella Ronda

Iliade è il poema della guerra, la prima grande epica a riguardo che l’occidente conosca. E insieme è anche un’opera attraversata da molteplici sospensioni, ampie zone di respiro in cui la guerra – eroica, potente - lascia spazio a un racconto più intimo.

E’ su queste sospensioni che si sofferma il nostro studio, su quel respiro apparentemente in minore che svela la profonda umanità che attraversa il testo, nelle parole degli eroi cui sono ancora concesse lacrime, tra le pieghe dei racconti di chi quella guerra la subisce, e dall’alto delle porte di Troia può solo assistervi, muta, nel pianto.

Foto di scena Tiziano Santin

Dilatato, sospeso il tempo della guerra, apre varchi alle lacrime. Come linfa vitale le lacrime attraversano i corpi. Sono le lacrime degli eroi cui è ancora concesso il pianto.

[Elena, foto di scena Tiziano Santin]

 

 

 

 

Parole dal testo

[Achille]

me l’ha strappata madre
sono venuti a prenderla alla tenda
così ha ordinato Agamennone
me l’ha strappata madre
e non il gheras
non l’onore
ma il mio nome stesso
me l’ha strappata madre
me l’ha strappata
Agamennone
sono venuti a prenderla
alla tenda
e del mio nome hanno fatto
il nome  di un uomo qualunque
io Achille
me l’ha strappata madre
me l’ha strappata
Agamennone
è senza nome è il mio gheras
è senza nome è il mio pianto

[Briseide]

Piangi Achille. Lontano dai compagni.
In disparte,  Piangi.
Sulle rive del mare bianco di schiuma.
Piangi mentre mi portano via,
io Briseide,
il tuo dono, il tuo onore,
piangi per l’affronto di Agamennone
perché è la gloria dei vivi
quella che ti hanno sottratto.
Piangi sulle rive del mare color del vino
che si fa bianco.
Io, Briseide, il tuo dono,
il tuo onore.
Piangi per la follia di Agamennone,
perchè è la gloria dei vivi quella che ti hanno sottratto.
Piangi Achille sulle rive del mare color del vino
che alle tue lacrime si fa bianco.

[Criseide]

torno a te padre
vengono a prendermi alla tenda
Torno a te padre
Io Criseide dalle belle guance
che sia restituita al padre
ha urlato Agamennone.
torno a te padre
al prezzo di un altro gesto di arroganza
torno a te padre al prezzo
che io sia data
in cambio della donna di un altro
Briseide dalle belle guance
Briseide in cambio della mia schiava
ha urlato Agamennone
Torno a te padre
al prezzo di uno scambio
la schiava di Achille
Uno scambio .