Colpa
Iliade, Terzo studio
Quarticciolo, 16 giugno 2019

Drammaturgia e regia
Alessia Oteri
Assistente alla regia
Francesca Consiglio

[Foto di scena Tiziano Santin]

Questo terzo studio attraverso l’Iliade ripercorre il tema dei ritorni: cosa resta di Ilio, dalle ampie strade, cosa accade agli eroi dopo la presa di Troia.
Ai vinti e soprattutto ai vincitori, i cui ritorni sono spesso segnati da un epilogo tragico e su cui sembra gravare ancora il peso di una guerra che resterà talmente viva nell’immaginario da essere celebrata in un disegno catartico collettivo.

Colpa
con Laura Astolfi, Riccardo Bucci, Mattia Cascioli, Marica D’Abbruzzo, Alessio Di Gese, Piero Di Marzia, Alessandra Febo, Jacopo Landrini, Margherita Messina, Veronica Morelli, Vincenza Morelli, Lorella Pipi, Adriana Santolamazza, Stefano Sartini, Ester Trevisan, Roberta Ullasci, Monica Verde.

[Cassandra]

Pazza.
Pazza Cassandra
infelice figlia di Priamo
pazza Cassandra che predice malanni
non fate entrare il cavallo
Sbarrate le porte
Trafiggetelo con le armi di bronzo
Trascinatelo in cima e gettatelo giù dalle rocce
lasciate che sia dono agli dei
nel ventre cavo nasconde i più forti tra i danai
che morte e rovina porteranno a Troia

 

 

 

 

[Nulla più resta di te, Ilio]
Nulla più resta
di te, Ilio:
nella notte che segue
il clamore della festa

che nessuno venga risparmiato
che nessuno sia sottratto alla morte

tutto adesso è carneficina e saccheggio
è orrore e furia omicida
quando dal ventre del cavallo
gli achei
scudo a scudo
lancia a lancia
si scagliano furenti
sui sonni di quelli
- che dormono.
Con l’inganno, Ilio,
ti arrendi.
E’ un miasma e una colpa
che impregnerà di lacrime
e sangue e polvere i ritorni dei vincitori
il destino dei vinti.
Nulla più resta di te
Ilio
quando dalla piana
gli Achei risalgono alle mura
per il richiamo di Elena
o forse di Sinone
- il vigliacco
al segnale di fuoco
alle luci che sono
il segnale del sangue.
Nulla più resta di te, IlioLa carneficina è furia omicida

Che nessuno venga risparmiato
che nessuno sia sottratto alla morte

è l’orrore di Cassandra
la vergine amata da Apollo
che abbraccia implorante Atenanel tempio
- è lo stupro di Oìleo
- Aiace Locrese -
con lo sguardo offuscato
da quest’unico respiro di morte.
Nulla più resta di te Ilio

Che nessuno venga risparmiato
che nessuno sia sottratto alla morte

- Polissena
figlia di Priamo
sgozzata sulla tomba di Achille, - il corpo
straziato di Astianatte,figlio di Ettore,
perché nessuno venga Mai a vendicarti
perché dei troiani
non resti neanche
il più giovane dei suoi discendenti:
Nulla più resta di te Ilio
presa con l’astuzia
presa con l’ingannoÈ un miasma, una colpa
che impregnerà di lacrime  e sangue
e polvere i ritorni dei vincitori
il destino dei vinti.
Nulla più resta di te Ilio
e non la pietà:
Astianatte
scagliato dalle mura
di Troia
da Neottolemo
figlio di Achille,o forse da Odisseo,
e Priamo il re
impazzito
per le strade di Troia

perché indossi le armi
mio povero sposo
che insania ti ha spinto
a cingere questi armamenti?
dove ti scagli?

Fermati vecchio
fermati sposo
neppure se qui ora fosse
lo stesso mio Ettore
 nostro figlio
potrebbe difenderti

Rifugiati infine insieme a noi
colombe affannate
Nulla più resta di te, Ilio
e non la pietà
di Neottolemo
che sul vecchio impazzito
spaesato
confuso
si scaglia
e delle armi e la vita lo spoglia.
Non ebbe pietà di te
il figlio di Achille
e Ti uccise, Priamo,come un uomo qualunque.

Nulla più resta di te Ilio
se non questa massa spaesatadi vinti
di donne
che attonita e muta
nella livida alba
fu portata alle navi
e spartita –Andromaca
Ecuba  Cassandra
Gheras Onore
bottino di guerra.
Nulla più resta di te Ilio
se non questa colpa
che impregnerà di lacrime e sangue e polvere
I ritorni.
Come un masso, che sbarra la strada.
Palpabile e Incombente.

[Tutto fu inizio e tutto fu fine]

Tutto fu inizio e tutto fu fine
Telemaco
Che cerchi del padre il ritorno
E questa colpa
È come un miasma attaccato
alle viscere
Che sbarra la strada a ogni passo
Furono molti gli uomini che a Ilio lasciammo
la notte che il dio disperse le navi
la notte che il dio ci disperse
mettendoci gli uni contro gli altri
achei contro achei
vincitori di/niente/
una guerra non nostra
combattuta per Elena
una/ donna/eidolon
forma
o carne
che sapevamo di Elena?
Nulla
Se non che Agamennone
Ci aveva armato alla guerra
Per l’onore di un fratello
Per l’onore bastardo
Di menelao
E della sua sposa rapita
Bruciammo Ilio
E la prendemmo con l’inganno
Con l’astuzia di Odisseo
ardevano ancora i roghi alle mura
i roghi dei vinti
i corpi di quelli che in sonno
non potevano battersi
quando il dio ci disperse
achei contro achei
vincitori di niente
e alte levò onde di rabbia
perché  non tutti fummo assennati né giusti
in quei dieci anni di guerra
noi,achei contro achei
che quella guerra la vincemmo
di notte e con la mente di odisseo
tutto fu inizio e fu fine
telemaco che di tuo padre cerchi il ritorno
non tornarono aiace
impazzito
né achille divino
le spoglie mischiate con quelle di patroclo
l’amato fratello
non tornarono i  nomi di quelli di cui si perse e si cantò la fama ad un tempo
e il ritorno degli altri
diomede,
menelao
Agamennone
Quelli tornarono
Si
Alla patria Alla terra